|

Concorso ex-fonderie Modena - progetto vincitore Progettista: Arch. Angelo Silingardi (CCDP), Modostudio Roma, Arch. Cattinari Modena Committente: Comune di Modena Anno: 2009
Gruppo
di progettazione: Arch. Sofia Cattinari (Benedetta Zanasi) + CCDP
(Arch. Angelo Silingardi-capogruppo, Arch. Giordano Incerti, Arch.
Giovanni Avosani, Arch. Andrea Malaguzzi) + Modostudio-Cibinel
Laurenti Martocchia architetti associati (Arch. Fabio Cibinel, Arch.
Roberto Laurenti, Arch Giorgio Martocchia, Arch. Angela Bello).
Il
concorso prevede la riqualificazione urbanistica ed architettonica dell'area denominata Ex Fonderie Riunite, un'area strategica per la
città di Modena e di importante valenza storica.
Gli
elementi fondanti del progetto proposto sono il recupero
dell'edificio ex industriale ed un nuovo assetto planivolumetrico per
tutta la restante area di concorso.
La
proposta progettuale sul complesso industriale esistente,
caratterizzato dalla palazzina degli uffici protetta da vincolo
storico e dalle lunghe campate industriali posizionate serialmente,
vuole conservare l'identità di un luogo simbolo per la storia del
movimento operaio italiano. Si prevede, tra nuovi usi e funzioni, la
definizione compiuta della sede del DAST (Design, Arte, Scienza e
Tecnologia).
Si
è optato per la creazione di volumi edilizi di diversa altezza dalla
sagoma planimetrica ridotta, per mantenere il più possibile la
struttura seriale del fabbricato industriale e per conservare le
campate esistenti. Questi nuovi volumi si staccano da terra e sono
ricoperti, sul lato nord e sud da una sorta di pelle traforata in
lega di rame e alluminio, dall’effetto dorato inalterabile nel
tempo. Questo particolare materiale, è lo stesso che caratterizza il
manto di copertura di tutto il resto della costruzione.
La
colorazione dorata di questa nuova copertura, la rudezza del
materiale metallico e allo stesso tempo la delicatezza del ricamo
della sua tessitura è in grado di evocare la destinazione passata di
luogo della fusione metallica di un complesso edilizio pieno di
storia e di avvenimenti, e allo stesso tempo comunica in modo univoco
all’esterno la nascita della nuova funzione.
La
copertura sarà visibile dalla ferrovia e dal cavalcavia adiacente
che collega le due parti della città, e diventerà un elemento
simbolico per l'intera città di Modena. Le destinazioni culturali
del DAST, tra le quali quella della Facoltà di Design, conferiranno
al nuovo edficio la caratteristica di luogo vitale ed operativo,
spinto verso la ricerca e l'innovazione. Il complesso conterrà anche
altre funzioni, commerciali e di terziario avanzato a supporto del
DAST, così da creare un centro importante per tutta la città,
usufruibile per tutto l'arco della giornata.
Il
nuovo assetto urbanistico garantisce la massima accessibilità alle
nuove funzioni e le sue caratteristiche sono la creazione di una
nuova piazza antistante alle ex fonderie su cui gravitano nuovi spazi
commerciali, residenziali e di verde pubblico.

Il
concorso nasce all'inizio del 2007, quando il Comune di Modena indice
un processo partecipativo volto a raccogliere contributi dalla
cittadinanza sulle nuove destinazioni d'uso dell'area in disuso delle
Ex Fonderie Riunite, un'area
strategica per la città di Modena e di importante valenza storica..
Il progetto partcipativo, coadiuvato dalla prof.ssa Marianella Sclavi
del Politecnico di Milano e dall'Ordine degli Architetti di Modena,
ha visto un intenso lavoro di
cittadini, istituzioni, associazioni ed enti, chiamati a confrontarsi
sul terreno di un dialogo complesso e costruttivo. La proposta di
riuso scaturita è stata denominata D.A.S.T. (Design, Arte, Scienza,
Tecnologia) e catalizza le molte ipotesi iniziali nella sinergia di
un progetto multidisciplinare che guarda a modelli di rilevanza
decisamente internazionale.

D.A.S.T.
è un centro integrato e partecipato dove discipline che normalmente
faticano a dialogare tra loro sono chiamate ad interfacciarsi,
nell'ottica di costruire una progettazione culturale condivisa da
offrire alla città. Secondo la proposta elaborata, dunque,
all'interno dello stabile ristrutturato delle Ex-Fonderie si darà
vita a spazi per lo più di utilizzo comune, nei quali i visitatori
saranno chiamati ad essere co-protagonisti sia in iniziative volte
alla divulgazione scientifica e alla valorizzazione delle competenze
tecnologiche e meccaniche sia in manifestazioni in ambito culturale,
storico e artistico. Inoltre, lo spazio sarà abitato anche dalla
nuova Facoltà di Design Industriale promossa dall'Università degli
Studi di Modena e Reggio Emilia, che consentirà di assumere il
design e la progettazione industriale come ponte di collegamento tra
scienza e arti, nel rispetto del ruolo non solo simbolico che le
Fonderie Riunite hanno giocato nella storia di Modena e del suo
sviluppo industriale.

L'esperienza
del Progetto di Partecipazione ha portato alla luce la consapevolezza
che il non facile esercizio di reciproco ascolto attivo e di
invenzione progettuale congiunta richiesto ai partecipanti al Tavolo
di Confronto ha costituito un contributo originale e coraggioso alla
discussione sulle pratiche relative ai processi decisionali nelle
politiche pubbliche nel nostro Paese, portando nell'arco di un anno
alla definizione di un concorso di idee di rilevanza internazionale
per la riqualificazione dell'area.
|